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Le tradizioni di Pasqua di casa mia

La giornata del Sabato Santo, a casa mia, è una giornata di attesa. Per la Resurrezione di Cristo e per la festa che ci sarà.

Prima del Covid, eravamo soliti andare a casa di mia suocera, che si occupava di preparare il pranzo, per cui non avevo incombenze per questa giornata.

Quest’anno, però, come quello trascorso, resteremo a casa e rispetteremo le tradizioni, ma solo in parte.

Sulla mia tavola, come ogni anno, ci saranno il tortano e la pastiera, che a Napoli non possono mancare, ma niente pasta al forno ed agnello, che saranno sotituiti da pasta ai frutti di mare e carne arrosita.

Immancabili, ovviamente, sia per i grandi che per i piccoli, le uova di cioccolato, che domani saranno benedette dal sacerdote durante la messa di Pasqua.

Così come l’anno scorso, ci prepariamo a vivere questa festa con un velo di tristezza, perchè il pensiero va a tutti quelli che stanno soffrendo, che hanno perso qualcuno o che sono in ospedale.

Lo scrivo e mi attraversa il pensiero: ogni anno, anche ante Covid, mentre noi festeggiavamo la Pasqua o altre festività, c’era qualcuno che soffriva, eppure non ci pensavamo, riuscivamo a restarne distaccati, ad essere comunque sereni.

Ora, sarà per il continuo bombardamento mediatico, ma questa tristezza mi è entrata dentro e nulla è più come prima.

O sto semplicemente invecchiando e il Covid non c’entra nulla.

O sono state le batoste della vita, lasciando stare l’età che avanza e il Covid.

Ricordo la spensieratezza e la leggerezza che la Pasqua portava con sè quand’ero bambina, le risate e l’allegria.

Oggi la serenità è faticosa.

E rileggendo queste ultime righe, capisco che non dovrei scrivere in piena sindrome premestruale.

Per chiudere con dolcezza, vi lascio il link alla ricetta dela pastiera napoletana dello chef Luca Pappagallo. Non sempre le sue ricette tradizionali napoletane sono fedelissime, ma questa lo è ed altretutto lui è adorabile!

https://www.casapappagallo.it/dolci/pastiera-napoletana/

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La primavera dietro l’angolo, di nuovo

Di questo lunghissimo anno, trascorso tra la primavera del 2020 e quella del 2021, vorrei poter fare un bilancio positivo.

Vorrei poter dire che è stato un anno difficile, ma che ci ha insegnato tante cose, alla fine del quale, in qualche modo, siamo migliorati. Ed invece è stato solo un anno di difficile.

Molte persone hanno sofferto; sia quelli troppo ansiosi rispetto al Covid, sia i menefreghisti hanno dato il peggio di sé, dimostrando quanto sia difficile, di fronte alle paure più profonde, come quella di morire, delle malattie, del dolore, trovare e mantenere una posizione di equilibrio.

Superata la fase “moriremo tutti” e il “Covid non esiste“, ora la battaglia si è spostata sul campo dei vaccini: “i vaccini sono l’unica speranza di sopravvivenza” o ” i vaccini non servono a nulla“. Tra queste posizioni estremistiche, cercare di far ragionare le persone sul fatto che ne esistono mille intermedie e che mille sarebbero le riflessioni da fare, è un’impresa titanica.

Le persone di buon senso hanno rinunciato, ormai, così i social sono diventati lo spazio in cui si susseguono solo notizie di stampo catastrofico o, al contrario, negazionistico. E della disinformazione e dell’ignoranza che regnano sovrane. Nel frattempo,a farne le spese sono i più deboli, come accade sempre. I bambini ad esempio.

In Campania, in un anno solare, hanno frequentato appena 36 giorni di scuola. Non voglio stare qui, ora, a discutere se sia giusto o no, se meglio la scuola in presenza o la dad, sulle conseguenza che ciò sta avendo e sull’impatto sociale che avrà anche in futuro.

Voglio solo dire alle mamme, essendo mamma a mia volta, che le capisco, che so quanto sia difficile, che la scuola, da punto di riferimento per le famiglie, si è trasformata in un problema.

Capisco perfettamente e hanno tutta la mia ammirazione quelle mamme che hnno scelto l’homeschooling.

Vorrei averlo fatto anch’io, che invece rientro nella categoria delle perennemente indecise, che restano sulla soglia confidando scioccamente nel fatto che questa situazione finirà a breve e che la situazione tornerà alla normalità.

Razionalmente so che non è così, eppure dentro di me continuo a sperare che la prossima settimana vedrò mio figlio alzarsi di corsa dal letto, emozionato all’idea di rivedere i compagni e i professori, tornare a casa stanco, ma con gli occhi che gli brillano.

Sono stanca di vederlo trascinarsi fuori dal letto, senza entusiasmo, trascorrere cinque ore in silenzio davanti al computer, mentre con la mente sta altrove.

Ho una voglia matta di normalità e non mi arrendo all’idea che questa potrebbe essere questa.

Tra un paio di giorni sarà primavera, che per me è sempre tempo di risvegli, ottimismo, fiducia che qual

Penso in particolare alle mamme dei più piccoli, che più di tutti stanno risentendo di questo isolamento.

Ho raccolto alcune schede didattiche molto carine, una poesia e un racconto per la scuola dell’infanzia a tema primavera in un fascicoletto che trovate qui e potete scaricare liberamente qui:

https://marieslittlecottage.files.wordpress.com/2021/03/primavera.pdf

Su ciascuna di esse troverete il riferimento del blog o sito di provenienza. Ho scoperto che il web è pieno zeppo di risorse utili. Il problema sta nel cercarle, trovarle e sceglierle.

Tra pochi giorni sarà di nuovo primavera, che per me è da sempre sinonimo di risvegli, di rinascita, profumo di nuovo, colori ed armonia, speranza e fiducia nel futuro.

Dobbiamo crederci, perchè non ci resta altro da fare.