Lo scrigno

Catenelle con il cuore

Tra il 2014 e il 2015, avevo una collega che condivideva con me la passione di creare collane e bracciali. Avevamo scovato un negozietto che vendeva attrezzature e materiali per bigiotteria e, spesso, dopo il lavoro, ci trattenevamo lì per ore, scegliendo pietre, cristalli, fili, chiusure.

Avevo accantonato questa passione, per motivi di tempo, ma ora che ne ho anche troppo, ho scoperto di avere uno scatolone pieno di materiale inutilizzato.

Perché non riprendere il discorso, conciliandolo con l’uncinetto? Ed ecco che è nata lei, con cristalli, perline di pasta di corallo e madreperla e pasta polimerica che avevo lì, inutilizzata, nuova zecca. Lavorata all’uncinetto e ciondolo fatto a mano.

chiacchiere · In salotto

Il tempo e le abitudini ai tempi del Covid

Foto di Myriams-Fotos da Pixabay

Stiamo vivendo tempi strani, a causa del Covid. A me sembra che i giorni trascorrano tutti uguali, inesorabilmente lenti e, poi, mi ritrovo a fine settimana, a fine mese, a fine anno, senza rendermene conto.

Prima il tempo era cadenzato da orari, giorni di festa, scadenze, mentre ora sembra dilatarsi in un unico continuum. Non c’è più un venerdì in cui rallegrarsi per il weekend, perché il sabato e la domenica trascorreranno esattamente come i giorni infrasettimanali. Non c’è più un lunedì di cui lamentarsi, perché non sarò costretta ad uscire, anche se piove e fa freddo, rimpiangendo la pigrizia della domenica.

Al risveglio non c’è più quella frenesia, per non fare tardi, perché non si esce per andare a scuola o al lavoro. Comodo? Anche troppo, per i miei gusti. Mi sto adagiando in una pigrizia e in una lentezza che non mi appartengono. Ho paura di avere, un domani, ricordi confusi di un intero anno della mia vita o anche di più, perché ogni giorno è trascorso uguale all’altro.

Mi piace svegliarmi tardi la mattina, restando a poltrire sotto il piumone? Certo, se mi è concesso solo una volta a settimana, non se diventa un’abitudine. Mi piace restarmene a casa, sprofondata nel divano, a bere una tisana calda, mentre fuori ci sono 4° gradi, anziché uscire a prendere i ragazzi a Karate? Ovvio, sempre che non diventi una routine quotidiana.

C’è poco da fare, a me piace sentirmi attiva, viva, dinamica e concedermi le pause, le coccole tra un’attività e l’altra. E’ questo, probabilmente, che c’è dietro al mio impegno per trasformare i miei hobby in un lavoro: ho bisogno di impegnarmi, di scadenze, di quel sano stress che solo un lavoro che ti piace e fatto bene, può dare.

Ho bisogno di una routine strutturata in orari di lavoro e pause, per potermi godere il tempo speso in un’attività e nell’altra. Ecco! Questo è uno dei miei obiettivi prioritari per questo 2021 che comincerà tra mille incertezze

Il cestino dei lavori

Un fiocco di neve in un freddo pomeriggio invernale

Fiocco di neve- schema gratuito

Fa davvero freddo oggi e mezza Italia è coperta di neve.Qualche anno fa, ha nevicato anche qui. Ci siamo svegliati una mattina ed abbiamo trovato una meravigliosa sorpresa: una coltre di neve ricopriva i tetti, il cortile, le strade. I fiocchi di neve turbinavano nell’aria e tutto era immerso in un silenzio magico. Quando ha smesso di nevicare, siamo scesi in giardino ed abbiamo costruito un pupazzo di neve, abbiamo giocato e passeggiato in quella luce quasi irreale.

Da allora, ogni anno, Marco mi chiede: “Mamma, non sarebbe bello se nevicasse?”. Sì, lo sarebbe, quest’anno più che mai. Siamo chiusi in casa e attendiamo le vacanze natalizie con malinconia, visto che le trascorreremo a casa, pensando ai nonni da soli. Ci vorrebbe un pizzico di magia, qualcosa che possa farci sentire un po’ di più l’atmosfera natalizia.

Qui è davvero difficile che accada e allora perché non farli noi i fiocchi di neve? Con un pizzico di oro e d’argento come quelli veri, mentre volteggiano in aria prima di posarsi a terra.

Ecco lo schema che ho seguito ed il risultato

Li userò come decorazioni per l’albero o ne farò una ghirlanda. E avremo la nostra piccola cascata di fiocchi di neve, senza smettere di sperare nella magia di quelli veri.

chiacchiere · In salotto

L’uncinetto, i libri e me

Foto di ClaudiaWollesen da Pixabay

Sono figlia unica e mia mamma lavorava. Ho avuto, quindi, un’infanzia piuttosto solitaria. Trascorrevo lunghi pomeriggi con la mia tata Eleonora, recitando poesie, cantando canzoncine,ascoltando fiabe e lavorando all’uncinetto e ricamando a punto croce. A qualcuno sembrerà un po’ triste ed è vero, qualche volta lo era. Solo qualche volta, però. Ero una bambina e c’erano momenti in cui desideravo avere altri bambini intorno con cui giocare. Per la maggior parte del tempo, però, ero felice. Ora ripenso alla dolcezza e alla semplicità di quei giorni con un pizzico di nostalgia e malinconia. Eleonora non c’è più da molti anni, ormai, ma devo a lei l’amore per la poesia, per i libri, per i lavori manuali, per la creatività. A lungo mi sono dedicata a queste attività sporadicamente, sebbene mi piacessero. Le ho messe da parte per il lavoro, la carriera, le ambizioni, ma non sempre le cose vanno o sono come si immagina. Mi sono dovuta scontrare con una miriade infinita di problemi, ostacoli, persone davvero negative per me. Fino all’inizio della pandemia, quando il mio capo, l’ultimo della serie, mi ha detto che avrebbe chiuso la sede fino al momento della ripresa. Che non è ancora arrivata. I primi tempi ho fatto i conti con l’ennesima delusione. Piangersi addosso, però, non è nel mio stile. E neppure stare con le mani in mano. Ho ripreso in mano uncinetto, ferri per la maglia, gomitoli, ago e filo. Ora ho voglia di condividere le mie creazioni, le mie idee e di trasformarle in un lavoro. Un lavoro tutto mio, in cui l’unica persona a cui dover rendere conto sono solo io. Ho studiato nuove cose, ho letto nuovi libri, ho aperto la mente a diverse esperienze. Ho deciso che dopo questo 2020 così triste, difficile e deludente, per il 2021 ricomincio da me!