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Le tradizioni di Pasqua di casa mia

La giornata del Sabato Santo, a casa mia, è una giornata di attesa. Per la Resurrezione di Cristo e per la festa che ci sarà.

Prima del Covid, eravamo soliti andare a casa di mia suocera, che si occupava di preparare il pranzo, per cui non avevo incombenze per questa giornata.

Quest’anno, però, come quello trascorso, resteremo a casa e rispetteremo le tradizioni, ma solo in parte.

Sulla mia tavola, come ogni anno, ci saranno il tortano e la pastiera, che a Napoli non possono mancare, ma niente pasta al forno ed agnello, che saranno sotituiti da pasta ai frutti di mare e carne arrosita.

Immancabili, ovviamente, sia per i grandi che per i piccoli, le uova di cioccolato, che domani saranno benedette dal sacerdote durante la messa di Pasqua.

Così come l’anno scorso, ci prepariamo a vivere questa festa con un velo di tristezza, perchè il pensiero va a tutti quelli che stanno soffrendo, che hanno perso qualcuno o che sono in ospedale.

Lo scrivo e mi attraversa il pensiero: ogni anno, anche ante Covid, mentre noi festeggiavamo la Pasqua o altre festività, c’era qualcuno che soffriva, eppure non ci pensavamo, riuscivamo a restarne distaccati, ad essere comunque sereni.

Ora, sarà per il continuo bombardamento mediatico, ma questa tristezza mi è entrata dentro e nulla è più come prima.

O sto semplicemente invecchiando e il Covid non c’entra nulla.

O sono state le batoste della vita, lasciando stare l’età che avanza e il Covid.

Ricordo la spensieratezza e la leggerezza che la Pasqua portava con sè quand’ero bambina, le risate e l’allegria.

Oggi la serenità è faticosa.

E rileggendo queste ultime righe, capisco che non dovrei scrivere in piena sindrome premestruale.

Per chiudere con dolcezza, vi lascio il link alla ricetta dela pastiera napoletana dello chef Luca Pappagallo. Non sempre le sue ricette tradizionali napoletane sono fedelissime, ma questa lo è ed altretutto lui è adorabile!

https://www.casapappagallo.it/dolci/pastiera-napoletana/

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Benvenuto aprile

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Aprile è il mio mese preferito per una serie di ragioni:

è il primo mese di primavera e quando arriva, dopo un lungo inverno, mi sembra di risvegliarmi e rinascere, assieme alla natura;

le giornate si allungano;

è il mese del mio compleanno e di quello di mio padre, anche se non c’è più, e dell’onomastico di mio figlio Marco;

i ciliegi e i peschi fioriscono;

spesso ricorre la Pasqua, con il suo messaggio di pace, fede e speranza, con le sue campane a festa, con le sue uova e le sue sorprese;

l’aria è tiepida, ma frizzantina la mattina presto e la sera;

ogni giorno nei giardini si scoprono nuovi colori e nuovi profumi;

fanno la comparsa sulla mia tavola, le fragole, il mio frutto preferito.

Anche quest’anno ci aspetta un aprile di restrizioni, ma la sua dolcezza mi fa sentire meglio e più ottimista.